Cosa dicono di “Movimento Biologico”

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Il Corso Intensivo è un viaggio… che ti porta dall’interno all’esterno del tuo corpo e dall’esterno di nuovo all’interno e poi quando è finito il tuo corpo, attraverso la connessione, prosegui nel corpo di un altro e impari a sentire e rispettare i ritmi, tuoi e degli altri con i quali interagisci e ti rieduchi a fidarti degli altri che ti si affidano a loro volta, in una reciprocità di intenti che non hanno nessun altro obiettivo oltre a quello di accoglierti ed essere accolti…
Francesca Parlato
Dalla prospettiva del corpo che ho alla consapevolezza del corpo che sono”: non c’è frase migliore che possa descrivere quella che è stata la mia esperienza con Movimento Biologico. La semplicità che avete avuto dall’inizio alla fine ha reso tutto così naturale e vero, difficile da spiegare a chi non lo vive in prima persona. Mi avete fatta rinascere: era da un po’ che non mi ritrovavo e non mi sentivo bene con me stessa. Mi avete dato un’energia e un senso di libertà incredibile quindi non mi resta davvero che ringraziarvi di cuore!
Giulia Laner

Volevo esprimervi la mia gratitudine, per il lavoro che svolgete ogni giorno nei confronti del nostro amato movimento e per avermi dato la conferma che il mio credo può davvero realizzarsi.
Amo il mondo delle scienze motorie, amo il movimento, amo il corpo e ancora di più amo le persone. Le persone che vanno a fondo, che creano leggerezza, che creano poesia. E voi siete questo, persone di grande scienza e di grande poesia. Nulla negli anni è accaduto senza aver dato armonia agli opposti, le grandi scoperte nascono da intuizioni e le intuizioni sono istinto. Quello che abbiamo dentro ma che a volte reprimiamo.
Basta ricordare alle persone chi sono, da dove vengono e quali grandi potenzialità hanno per creare atmosfere indimenticabili e che facciano finalmente sorridere.
Siete stati e siete una scoperta unica. Un dono inestimabile e insostituibile. Mi aggiungo alla vostra filosofia con onore e rispetto, promettendo a voi e a me stessa di farmi portavoce di questo incanto che è la natura umana.
Un GRAZIE che viene dal profondo!

Alessandra De Giorgi
Tutto il tempo che passano ad inseguire la verticale a una mano potrebbero davvero usarlo per diventare persone migliori…” Queste parole di Stefano hanno avuto una grande risonanza in me. Come Ido anni fa ha abbattuto un primo muro, fatto di preconcetti e pregiudizi, allargando le prospettive di cosa può essere una pratica di movimento, di cosa significhi muoversi in primo luogo, così una frase è bastata per abbattere un secondo muro, quello che separa la vita e la crescita personale dalla pratica di movimento. Talvolta mi fermo e mi domando il perché dei miei sforzi, del mio volere diventare più forte, più mobile, più agile. Il punto è proprio questo: un approccio del genere non è sostenibile, a meno che non si voglia vedere la propria personalità snaturata e il proprio sé diventare automa. L’esperienza di questo weekend ha contribuito a rispondere ad alcune domande che inevitabilmente credo siamo portati a porci quando muoversi diventa un progetto di vita. Ho ristabilito una connessione tra corporeità e intellettualità che stava dissolvendosi pian piano, ho conosciuto persone a me affini e ho stabilito legami con una rapidità e sincerità che non avevo provato prima d’ora. Per questo e altro vorrei esprimere la mia gratitudine e affetto a tutte le persone che hanno contribuito a far nascere e a far crescere quel grande progetto che è Movimento Biologico. Un abbraccio grande soprattutto a Stefano e Francesca, spero che le nostre strade possano incontrarsi nuovamente in futuro.
Alessandro Gombi

In un tempo in cui praticare gentilezza, manifestare affetto, cercare contatti crea imbarazzo e inibizione…il vostro modo di vedere le cose è a tutti gli effetti una possibile strada da percorrere per combattere chiusure e involuzione.
Ho portato a casa dal week end con voi magliette intrise di sudore mio e di altri, testimonianza della vicinanza, di un contatto puro e tendente al crescere insieme…
Ho sperimentato me stessa attraverso i miei tentativi di rimanere aperta all’altro fluida pronta ad accogliere, ho allineato il mio movimento all’altro e ho portato l’altro nel mio movimento…
Ora il grande traguardo è generalizzare tutto ciò e far sì che diventi presente ogni giorno nella mia vita.
Grazie per le splendide emozioni vissute insieme.

Sara Cacioppolini
Dal Corso Intensivo credo di aver capito che la potenza del corpo umano è quella di tenere nascoste in sé capacità, potenzialità, forza, bellezza, eleganza, forti emozioni, sogni e desideri che, solo nel momento in cui le condizioni esterne ne diano la reale possibilità, si sentono libere di venir fuori dando compimento a quella che effettivamente è la perfezione del nostro corpo. Allo stesso tempo la riflessione che vien fuori è che è un peccato oltre che uno spreco lasciare che tutto ciò che è nascosto rimanga lì in fondo all’anima e non sia libero di esprimersi. La domanda che sorge spontanea è: come si realizza tutto ciò? Grazie di cuore perché voi ci siete riusciti alla grande! Con questa esperienza indimenticabile siete riusciti a rendere reale e concreto qualcosa di apparentemente impossibile. E’ palpabile la conoscenza, lo studio, la dedizione e l’attenzione ai minimi dettagli nascosti dietro due giorni di intenso lavoro e di formazione estrema. Auguro a noi tutti di poter essere parte di un progetto comune al fine di migliorare davvero la vita delle persone, farle finalmente divertire e poterle aiutare a mettere a nudo ciò che hanno dentro per poi far venir fuori la vera ricchezza dell’umanità!
Alessia Di Perna
Perdersi tra braccia, sorrisi, pianti improvvisi. Movimenti, palline, giochi e bastoni.. strisciare, improvvisare, non sentirsi soli. Paura del nuovo, di non essere all’altezza, scoprire cosa vuol dire “leggerezza”. Acqua. Nessuna diga, nessuna forma. Io come acqua, scivolo, sulla mente e sul copro delle persone. Un continuo fluire, lasciarsi andare, immaginare, gioire, scherzare, un intreccio di torrenti, un’esplosione di sentimenti. Un abbraccio, una fronte calda una spalla sudata, la mia testa appoggiata, Sentirsi, lontani, protetti da una società malata. Bello o brutto, giusto o sbagliato, bravo o non bravo, migliore o peggiore. Sono tutto senza vergogna, la perfezione è solo un ombra. “Tutti meglio di tutti”. Io non sono meglio di altri, ma neanche inferiore a nessuno. Sentirsi parte di qualcosa, una cellula silenziosa, che squote ogni cosa, un corpo che riposa.
Giorgio Carnevali
Sono giunta a voi per caso attraverso Facebook, ho seguito la mia intuizione e sono arrivata ad Assisi piena di speranza e molta curiosità. Ho fatto moltissima formazione in questi trent’anni di lavoro, ma ero ad un punto di grandi cambiamenti che richiedevano un aggiustamento interiore e professionale. Vi ringrazio profondamente perché ho trovato nella vostra proposta proprio ciò di cui avevo bisogno e in cui ho sempre creduto: l’integrazione delle più diverse esperienze motorie e corporee, il piacere di vivere il corpo nella sua espressione più genuina, intimamente e nell’incontro con l’altro. Porto con me una nuova determinazione e serenità. Grazie di avermi aiutata a sentirmi ‘autorizzata’ ad esprimere tutta la mia potenzialità e competenza nel lavoro coi ragazzi a scuola, in modo da offrire loro la possibilità di sperimentare il piacere del movimento al di là di esercizi stereotipati, che non consentono la libera espressione e l’ascolto interiore. In questi giorni ho proposto ai ragazzi esperienze nuove e diverse dalla routine della lezione classica, giochi a coppie, equilibrio, rilassamento e meditazione e sono felice di averli visti ridere e sentirsi liberi di vivere l’esperienza motoria in un modo nuovo. Continuerò su questa strada, sperimentando e trovando la mia espressione.
Giulia Lucchesi
I 2 giorni di Corso per me sono stati un regalo inatteso, un’esperienza unica, un viaggio all’interno di noi stessi e delle persone che ci circondano attraverso il movimento. Abbiamo respirato un’energia nuova (o forse solo dimenticata) ed abbiamo assaporato l’idea di un mondo migliore fatto di esseri umani capaci di abbandonarsi alle proprie emozioni. Troppo spesso pensiamo solamente al corpo e meno alla parte emotiva che invece ha bisogno di esprimersi e di sentirsi libera. Tante volte ricerchiamo la perfezione dei movimenti ispirandoci a dei modelli senza chiederci il perché e senza pensare che esistono più strade, tutte differenti tra di loro, per il raggiungimento di un obiettivo e che ognuno di noi nella sua unicità é in grado di esprimersi al meglio. Grazie a voi per avermi fatto riscoprire la connessione tra la dimensione fisica ed emotiva delle esperienze motorie.
Valentina Pierfelice
Dalla prospettiva del corpo che ho, alla consapevolezza del corpo che sono”: ho amato l’enfasi su questo concetto perché è stata una dinamica che sento di aver vissuto negli ultimi anni e che con voi ho potuto portare ad un grado maggiore di certezza. Nell’esperienza del dolore fisico avevo vissuto questa scissione tra me ed il mio corpo: lo “sentivo”, lo vivevo come qualcosa di altro da me, di estraneo, in cui non mi riconoscevo più. Grazie alla ri-scoperta del movimento (un certo tipo di movimento – nel mio caso l’educazione fisica ispirata ad Hebert) sono riuscito lentamente a ristabilire quell’unità tra me ed il mio corpo. Questa progressiva consapevolezza ha fatto da sfondo al mio percorso di ri-scoperta del movimento, che mi ha portato a voi (e forse non è un caso). Dopo il Corso Intensivo ‘Alle Radici del Movimento’ ho salito un ulteriore gradino di maturazione di questa consapevolezza. Uno dei pensieri più frequenti che ho avuto durante e dopo il Corso è stato: “Il corpo non mente: questo sono Io!”. Perché nella risposta del mio corpo alle varie sollecitazioni ho potuto riconoscere me, il mio carattere, i miei limiti. Non è stata un’esperienza del tutto nuova, ma con il Movimento Biologico mi si è fatta presente con vivida chiarezza. Mi si fa chiara la connessione che c’è tra interno ed esterno, e come il corpo/movimento sia manifestazione esterna di complessità interne, in una connessione di reciprocità. Nella nuova consapevolezza dell’unità di me con il mio corpo, ho capito che posso agire sul mio carattere con un’azione che passa dal corpo, con relazioni che passano dal corpo. Che se sciolgo la rigidità del mio braccio o del mio collo in un gioco di contact, potrò sciogliere nodi e rigidità che stanno dentro. Ho apprezzato molto l’enfasi sul significato e sulla portata educativa del movimento, non soltanto fisica ma soprattutto umana ed etica. Sono riflessioni che ho riletto in sintonia con l’educazione fisica/virile/morale di G. Hébert (vi si può scorgere forse una certa vicinanza). Ma ad ogni modo, il punto è dare una nuova prospettiva educativa al movimento, e credo che quello che fate sia una bella sfida e una vera missione. Vi ringrazio per l’occasione che mi avete dato. Spero di riuscire a condividere nel modo migliore quello che ho ricevuto.
Edoardo Bacenetti