Lo Spazio Espressivo
Confini, centratura e radicamento come soglia per l’incontro
LO SPAZIO ESPRESSIVO
Un corso esperienziale di Movimento Biologico per esplorare lo spazio in cui un corpo può manifestare la forma più piena di sé.
“Espressivo” viene dal latino ex-primere: spingere fuori, portare in superficie ciò che preme da dentro.
Una pressione che cerca un varco, una forma che cerca una superficie per manifestarsi.
Ogni corpo abita uno spazio. Non solo fisico: percettivo, emotivo, relazionale.
Uno spazio entro cui può muoversi, dire, mostrarsi e che ha una misura. Né così stretto da soffocare, né così dilatato da perdere forma. Ha dei confini.
In biologia i confini sono membrane: superfici selettive che permettono scambio, che distinguono senza separare, che proteggono senza chiudere.
Un corpo senza confini si disperde. Un corpo con confini troppo rigidi si isola.
Tra queste due derive esiste una via, la centratura-semipermeabile: il ritrovare un centro di gravità, fisico e insieme simbolico, da cui potersi muovere senza perdersi.
Da questo centro nasce il radicamento. Un appoggio, un supporto, una base stabile come una pianta che affonda le radici non per restare immobile, ma per potersi piegare al vento senza spezzarsi. Un corpo radicato è quello che attraversa l’instabilità restando in contatto con sé.
Ritrovarsi, in questo lavoro, significa riconoscere, nel presente del movimento, ciò che siamo quando nessuno schema ci dice come muoverci. È un lavoro di ascolto, prima che di tecnica.
E quando un corpo ha ritrovato il proprio spazio, i propri confini, il proprio centro, accade qualcosa che non serve costruire a tavolino: quello spazio comincia a incontrarne altri. Né per fusione, né per prestazione: come due campi che si sfiorano restando distinti. È quel passaggio in cui il movimento individuale diventa gesto condiviso, dove il sé può, se lo desidera, aprirsi all’altro senza perdersi. È in questo margine sottile che si gioca la qualità di ogni incontro: la capacità di restare interi mentre si è in contatto.
Cosa esploreremo
- come riconoscere e abitare il proprio spazio corporeo ed espressivo
- come costruire confini che proteggono senza isolare
- come ritrovare centratura e radicamento nel movimento
- come un centro stabile prepara, da sé, la qualità dell’incontro
A chi è rivolto
- chiunque avverta rigidità, dispersione o fatica nel definire i propri confini
- professionisti della relazione d’aiuto
- psicologi, psicoterapeuti, educatori
- operatori corporei, insegnanti di movimento
Struttura delcorso
- 09:30 – 13:30 – · Mattina — Spazio e confine
Accoglienza e creazione del campo di lavoro. Pratiche di presenza e percezione. Esplorazione corporea di confine, contenimento, sostegno.
Focus: riconoscere dove finisce e dove comi - 15:00 – 18:30 · Pomeriggio — Centratura e radicamento
Lavoro senso-percettivo su appoggio, stabilità, orientamento. Pratiche di radicamento organico e floorwork.
Focus: trovare un centro da cui muoversi senza irrigidirsi.
- 09:30 – 13:30 · Mattina — Riconnessione con sé
Ascolto profondo, anatomia esperienziale, espressività corporea.
Focus: ritrovare ciò che siamo quando nessuno schema ci guida. - 15:00 – 18:30 · Pomeriggio — La soglia dell’incontro
Interazione con partner, dinamiche di gruppo, integrazione dell’esperienza.
Focus: portare il proprio centro nel campo condiviso con l’altro
Metodologia
Dettagli organizzativi
- Date: sabato 20 e domenica 21 febbraio 2027
- Orari: 9:30 – 13:30 / 15:00 – 18:30
- Sede: Scuola Apostolica S. Cuore — Via Leone Dehon 1, 24021 Albino (BG)
- Costo del corso: 200 €
- Posti: numero chiuso, massimo 30 persone
Pernotto in struttura
- 67 € al giorno, a persona, in stanza a più letti (doppia, tripla, quadrupla)
- 72 € al giorno, a persona, in stanza singola
Un percorso di consapevolezza, non una terapia
Facilitatore
Iscrizione