Il Come dell’Esperienza

Attenzione, corpo, movimento

30–31 Gennaio 2027 · Rimini (RN)

IL COME DELL’ESPERIENZA

Un seminario esperienziale di Movimento Biologico per coltivare strategie pratiche per contenere i danni della dis-regolazione attentiva contemporanea

PREMESSA

Nel 1971 l’economista Herbert A. Simon, che sette anni più tardi avrebbe ricevuto il premio Nobel, scriveva “La ricchezza di informazioni produce una povertà di attenzione”.

Mezzo secolo dopo, quella frase descrive la tonalità che caratterizza gran parte delle nostre giornate: veniamo consumati dalla sovrabbondanza informazionale.

L’attenzione è la moneta di scambio più ambita.

Il mercato pubblicitario mondiale, che vive in larga parte di attenzione intercettata, è stimato per il 2026 intorno ai 1.300 miliardi di dollari, e già nel 2025 quasi tre quarti di questa cifra passavano per canali digitali. Molte delle interfacce che usiamo ogni giorno sono progettate per trattenere lo sguardo un istante in più.

Ma anche quando siamo lontani dagli schermi la nostra attenzione sembra diventata incapace di focalizzarsi, di sostenerci nelle nostre azioni. In uno studio su oltre duemila adulti, Matthew Killingsworth e Daniel Gilbert hanno rilevato che il pensiero vagava altrove nel 46,9% dei momenti campionati, e che nei momenti di divagazione le persone si dicevano in media meno felici.

In un mondo saturo di sollecitazioni e informazioni custodire l’attenzione diventa allora una forma di cura di sé, quotidiana e concreta, per chi desidera continuare a scegliere dove posare lo sguardo.

ANELITO

“Tutti sanno cosa è l’attenzione. È la presa di possesso da parte della mente, in forma chiara e vivida, di uno solo fra molteplici oggetti o pensieri […] Ciò implica trascurare alcune cose per concentrarsi efficacemente su altre”.

Questa è la notissima definizione di attenzione proposta da William James nel 1890 in Principles of Psychology. Una definizione, ad oggi, assai incompleta e che rischia di banalizzare il “problema dell’attenzione”.

L’attenzione è più del semplice stare attenti. Richiede un approccio rigoroso, solido e decisamente non banalizzante.

Questo seminario non pretende di risolvere il “problema dell’attenzione” mediante riflessioni teoretiche, elucubrazioni filosofico-scientifiche, dissertazioni neuroscientifiche o psico-fisiologiche (che, ovviamente, accompagneranno come base fondante le attività); anela, piuttosto, a proporre attività corporee esperienziali capaci di offrire a ciascun partecipante l’occasione di poter riconoscere, mediante l’esperienza diretta e la sperimentazione attiva, le “regole della propria attenzione”.

L’attenzione umana ha radici filogenetiche e ontogenetiche nei sistemi che orientano il corpo e gli organi di senso, e nell’adulto resta continuamente modulata da stati corporei come la fase cardiaca, il respiro, l’arousal noradrenergico e il movimento.

Può quindi essere descritta, a tutti gli effetti, come una funzione incarnata: un processo di orientamento, selezione e sostegno che si realizza attraverso l’organismo nel suo insieme, e che in parte si lascia educare intervenendo su intenzione, postura, movimento, respiro e relazione.

Il Movimento Biologico lavora sull’incarnazione dell’attenzione mediante l’intenzionalità che precede il gesto e lo orienta.

Riprendere al volo un oggetto che cade, tenere in equilibrio un bastone sul palmo, passare a un compagno un bicchiere colmo d’acqua senza perderne una goccia: in ciascuno di questi gesti l’attenzione prende forma e, ripetuta in varianti sempre più evolute, si conserva.

APPRENDIMENTO ESPERIENZALE

Attraverso pratiche corporee e senso-percettive, giochi di coordinazione in coppia e in gruppo e momenti di quiete, esploreremo:

  • come il corpo si orienta e si prepara a rispondere prima ancora che pensiamo di “stare attenti”
  • il passaggio tra un’attenzione che si stringe come una lente e una che si allarga come la luce di un faro
  • il contributo del respiro, del tono muscolare e dell’ascolto interno nel sostenere la concentrazione
  • l’attenzione che nasce tra due persone e dentro un gruppo, quando un oggetto passa di mano in mano
  • piccole pratiche per custodire l’attenzione nella vita di ogni giorno

OBIETTIVI DEL SEMINARIO

  • Riconoscere nel proprio corpo i segnali dell’attenzione e della sua dispersione
  • Affinare vigilanza, prontezza e capacità di selezione, orientamento e impegno attentivo
  • Sperimentare il passaggio tra attenzione focalizzata e attenzione aperta
  • Coltivare un’attenzione condivisa, nella coppia e nel gruppo
  • Comprendere, con parole semplici, le basi neurofisiologiche dell’attenzione
  • Costruire una pratica personale di custodia dell’attenzione da portare nella vita quotidiana

A chi è rivolto

Il seminario è aperto a tutte le persone interessate a conoscere più da vicino il proprio modo di prestare attenzione, indipendentemente dal background professionale.

È particolarmente indicato per:

  • praticanti di discipline corporee: yoga, danza, arti marziali, pratiche somatiche, sport
  • insegnanti ed educatori
  • professionisti della relazione d’aiuto e della formazione
  • chiunque senta la propria attenzione frammentata e desideri ritrovarne il filo

Non sono richieste competenze pregresse specifiche.

Struttura delle giornate

10:00 – 13:30

14:30 – 19:00

10:00 – 13:00

14:00 – 18:00

Metodologia

Il lavoro sarà prevalentemente esperienziale, con:

  • pratiche corporee, senso-percettive e di coordinazione
  • giochi in coppia e in gruppo con piccoli oggetti
  • momenti di quiete e di ascolto interno
  • brevi inquadramenti sulla fenomenologia dell’attenzione
  • momenti di condivisione e di riflessione

Ogni proposta procede per gradi e rispetta i tempi di ciascuno: si impara attraverso l’esperienza diretta, in un clima di fiducia e di ascolto reciproco.

Il lavoro si colloca nell’ambito educativo ed esperienziale. Diagnosi, trattamenti e interventi su condizioni cliniche specifiche richiedono un setting dedicato e figure sanitarie abilitate, e restano quindi al di fuori di queste due giornate.

Dettagli organizzativi

  • Date: sabato 30 e domenica 31 gennaio 2027
  • Orari: sabato 10:00 – 13:30 / 14:30 – 19:00 · domenica 10:00 – 13:00 / 14:00 – 18:00
  • Luogo: Centro Nikoniko – Via Madonna della Scala 53/A – 47921 Rimini (RN)
  • Costo: 200€
  • Posti limitati

Un Percorso di Consapevolezza, Non una Terapia

Le attività di Movimento Biologico non costituiscono, né sostituiscono, una terapia medica, psicologica o riabilitativa. Sono uno spazio di conoscenza di sé e dell’altro, in un contesto di ascolto e rispetto reciproco.

Se vivi una sofferenza psichica o fisica importante e sei alla ricerca di un aiuto consulta un professionista sanitario.

Facilitatore e docente

Stefano-Spaccapanico-Proietti-miniatura

Praticante curioso e devoto della Vita, ha da sempre a cuore l’esplorazione dell’Umano che abita l’Umano. Metodologo del Movimento Umano, Specializzato in Salutogenesi, Neuroscienze, Mindfulness e Pratiche Contemplative, è Docente del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia e del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica dell’Università degli Studi di Pisa.

Dopo un articolato percorso professionale come Osteopata e Terapeuta Manuale in ambito clinico, iniziato nei primi anni del 2000, dal 2012 decide di dedicarsi interamente allo studio, alla ricerca e alla divulgazione nell’ambito delle molteplici dimensioni della Corporeità, della Pedagogia del Mindful Movement, delle Neuroscienze applicate ai Processi Educativi e della Promozione della Salute attraverso le Pratiche di Consapevolezza.

Fondatore e responsabile scientifico del progetto Movimento Biologico.

Iscrizione

Il Corso è a numero chiuso. ISCRIVITI ORA e assicurati un posto per la partecipazione.

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