Lo Spazio Espressivo

Confini, centratura e radicamento come soglia per l’incontro

20–21 Febbraio 2027 · Albino (BG)

LO SPAZIO ESPRESSIVO

Un corso esperienziale di Movimento Biologico per esplorare lo spazio in cui un corpo può manifestare la forma più piena di sé.

“Espressivo” viene dal latino ex-primere: spingere fuori, portare in superficie ciò che preme da dentro.

Una pressione che cerca un varco, una forma che cerca una superficie per manifestarsi.

Ogni corpo abita uno spazio. Non solo fisico: percettivo, emotivo, relazionale.

Uno spazio entro cui può muoversi, dire, mostrarsi e che ha una misura. Né così stretto da soffocare, né così dilatato da perdere forma. Ha dei confini.

In biologia i confini sono membrane: superfici selettive che permettono scambio, che distinguono senza separare, che proteggono senza chiudere.

Un corpo senza confini si disperde. Un corpo con confini troppo rigidi si isola.

Tra queste due derive esiste una via, la centratura-semipermeabile: il ritrovare un centro di gravità, fisico e insieme simbolico, da cui potersi muovere senza perdersi.

Da questo centro nasce il radicamento. Un appoggio, un supporto, una base stabile come una pianta che affonda le radici non per restare immobile, ma per potersi piegare al vento senza spezzarsi. Un corpo radicato è quello che attraversa l’instabilità restando in contatto con sé.

Ritrovarsi, in questo lavoro, significa riconoscere, nel presente del movimento, ciò che siamo quando nessuno schema ci dice come muoverci. È un lavoro di ascolto, prima che di tecnica.

E quando un corpo ha ritrovato il proprio spazio, i propri confini, il proprio centro, accade qualcosa che non serve costruire a tavolino: quello spazio comincia a incontrarne altri. Né per fusione, né per prestazione: come due campi che si sfiorano restando distinti. È quel passaggio in cui il movimento individuale diventa gesto condiviso, dove il sé può, se lo desidera, aprirsi all’altro senza perdersi. È in questo margine sottile che si gioca la qualità di ogni incontro: la capacità di restare interi mentre si è in contatto.

Cosa esploreremo

  • come riconoscere e abitare il proprio spazio corporeo ed espressivo
  • come costruire confini che proteggono senza isolare
  • come ritrovare centratura e radicamento nel movimento
  • come un centro stabile prepara, da sé, la qualità dell’incontro
Il lavoro integra tecniche senso-percettive, floorwork, pratiche di embodiment e anatomia esperienziale, secondo l’approccio di Movimento Biologico.
È un laboratorio vivo di esperienza, non un corso teorico, in cui il corpo diventa spazio di apprendimento e di orientamento.

A chi è rivolto

Il corso è aperto a chi sente il bisogno di ritrovare margine e misura nel proprio modo di stare: nel corpo, nelle relazioni, nella quotidianità. Non richiede competenze pregresse specifiche, ma richiede il desiderio di rallentare, di ascoltare, di attraversare processi che non danno risposte immediate.
È particolarmente indicato per:
  • chiunque avverta rigidità, dispersione o fatica nel definire i propri confini
  • professionisti della relazione d’aiuto
  • psicologi, psicoterapeuti, educatori
  • operatori corporei, insegnanti di movimento

Struttura delcorso

  • 09:30 – 13:30 – · Mattina — Spazio e confine
    Accoglienza e creazione del campo di lavoro. Pratiche di presenza e percezione. Esplorazione corporea di confine, contenimento, sostegno.
    Focus: riconoscere dove finisce e dove comi
  • 15:00 – 18:30 · Pomeriggio — Centratura e radicamento
    Lavoro senso-percettivo su appoggio, stabilità, orientamento. Pratiche di radicamento organico e floorwork.
    Focus: trovare un centro da cui muoversi senza irrigidirsi.
  • 09:30 – 13:30 · Mattina — Riconnessione con sé
    Ascolto profondo, anatomia esperienziale, espressività corporea.
    Focus: ritrovare ciò che siamo quando nessuno schema ci guida.
  • 15:00 – 18:30 · Pomeriggio — La soglia dell’incontro
    Interazione con partner, dinamiche di gruppo, integrazione dell’esperienza.
    Focus: portare il proprio centro nel campo condiviso con l’altro

Metodologia

Il lavoro è prevalentemente esperienziale: pratiche corporee e senso-percettive, esercizi di ascolto, esplorazioni guidate di movimento, momenti di integrazione. L’apprendimento avviene attraverso l’esperienza diretta, nel rispetto dei tempi individuali, in un clima di gradualità e accoglienza.

Dettagli organizzativi

  • Date: sabato 20 e domenica 21 febbraio 2027
  • Orari: 9:30 – 13:30 / 15:00 – 18:30
  • Sede: Scuola Apostolica S. Cuore — Via Leone Dehon 1, 24021 Albino (BG)
  • Costo del corso: 200 €
  • Posti: numero chiuso, massimo 30 persone

Pernotto in struttura

Pensione completa (pernotto + colazione, pranzo, cena):
  • 67 € al giorno, a persona, in stanza a più letti (doppia, tripla, quadrupla)
  • 72 € al giorno, a persona, in stanza singola

Un percorso di consapevolezza, non una terapia

Le attività di Movimento Biologico non costituiscono, né sostituiscono, una terapia medica, psicologica o riabilitativa. Sono uno spazio di conoscenza di sé e dell’altro, in un contesto di ascolto e rispetto reciproco. Se vivi una sofferenza psichica o fisica importante e sei alla ricerca di un aiuto consulta un professionista sanitario.

Facilitatore

Stefano-Spaccapanico-Proietti-miniatura
Praticante curioso e devoto della Vita, ha da sempre a cuore l’esplorazione dell’Umano che abita l’Umano. Metodologo del Movimento Umano, specializzato in Salutogenesi, Neuroscienze, Mindfulness e Pratiche Contemplative, è docente del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia e del Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica dell’Università degli Studi di Pisa.
Fondatore e responsabile scientifico del progetto Movimento Biologico.

Iscrizione

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